“Vues de la Sicile” di Pascal Catherine, nuova mostra organizzata da Panormitania!

L’ isola dei poeti

Il treno andava. Gli occhi a me la brezza
pungea tra quella ignota ombra lontana;
e m’invadea le vene la dolcezza
antelucana:
e il capo mi si abbandonò. Tra i crolli
del treno allora non udii che un frùscio
uguale: il sonno avea spinto sui molli
cardini l’uscio,
e, di là d’esso, il fragor ferreo parve
piano e lontano. Ed ecco udii, ricordo,
il metro uguale, tra un vocìo di larve,
del tetracordo:
di là dal sonno, alcuno udii narrare
le due Sirene e il loro incantamento,
e la lor voce aerea, di mare
fatta e di vento:
gli udii narrare l’isola del Sole,
là dove mandre e greggie solitarie
pascono, e vanno dietro lor due sole
grandi armentarie,
con grandi pepli… Ed il tinnir cedeva
ad un’arguta melodia di canne:
udii cantare il fumo che si leva
dalle capanne,
le siepi in fiore, i mezzodì d’estate
pieni d’un verso inerte di cicale,
e rombi delle cupe arnie, e ventate
fresche di sale:
e chi cantava forse era un pastore
tutto nascosto tra le verdi fronde:
chiaro latrava un cane tra il fragore
vasto dell’onde.
Ecco e le cetre levano il tintinno
dorico, misto allo squillar del loto
chiarosonante. Ed improvviso un inno
sbalza nel vuoto:
l’aquila è in alto: fulgida nel lume
del sole: preda ha negli artigli: lente
ondoleggiando cadono giù piume
sanguinolente:
in alto in alto, sopra i gioghi bianchi
d’Etna, più su de’ piccoli occhi torvi:
nelle bassure crocitano branchi
neri di corvi.
Quel crocitare mi destò. Di fronte
m’eri, o Sicilia, o nuvola di rosa
sorta dal mare! E nell’azzurro un monte:
l’Etna nevosa.
Salve, o Sicilia! Ogni aura che qui muove,
pulsa una cetra od empie una zampogna,
e canta e passa… Io era giunto dove
giunge chi sogna;
chi sogna, ed apre bianche vele ai venti
nel tempo oscuro, in dubbio se all’aurora
l’ospite lui ravvisi, dopo venti
secoli, ancora.

Buona domenica, carissimi amici! Immagino che vi stiate preparando a trascorrere una giornata di relax e di svago, vero? Così vi scrivo adesso e subito per annunciarvi una lieta notizia che spero vi sia già giunta alle orecchie negli ultimi giorni!

Dopo “Cerco Casa degli Specchi con Vita Interiore” di Roberto Fontana, ci ho preso gusto e sto organizzando un’altra mostra pittorica, ancora una volta negli uffici della Panormitania Service – MQ Immobiliare di Palermo, che mi presterà, per una settimana circa, i suoi locali per i miei “esperimenti artisticoidi”!!!!!

Sarà, per l’appunto, inaugurata venerdì 13 maggio 2016, dalle ore 18:30, negli uffici della MQ Immobiliare di via Francesco Lo Jacono 10, a Palermo, col titolo “Vues de la Sicile, o nuvola rosa sorta dal mare” e sarà la personale pittorica di Pascal Catherine, uno degli amici che la vostra Marga Rina ha avuto il piacere di conoscere ed intervistare.

La mostra riunisce una selezione dei più recenti oli su tela dell’artista francese, originario della Suisse Normande e residente da molti anni a Montevago, nel cuore della Sicilia, quella nuvola rosa affiorata dal Mare Mediterraneo del titolo, ispirato da un verso de “L’isola dei poeti” di Giovanni Pascoli.

Albero di Giuda
L’albero di Giuda – Pascal Catherine

“L’isola dei poeti”, scritta nel 1906 e contenuta nella raccolta “Odi ed Inni” è un vero e proprio tributo alla Sicilia e alle sue bellezze naturali, come si evince dai suoi versi: ho scelto questo verso perché è per me stato facile identificare Pascoli e Pascal, sia per l’omofonia che li accomuna, sia per il profondo amore provato, a parole dal poeta romagnolo, per immagini dall’artista francese, per la Natura Siciliana.

Al centro dell’esposizione saranno les vues o i panorami siciliani, intesi non solo come sguardi d’insieme sul paesaggio e sui paesaggi tipicamente isolani ma come rassegna sulla “sicilianità” dei tempi recenti: a prevalere saranno sia le vedute marine e, soprattutto, gli scorci rurali di una Sicilia ancora silenziosamente dedita alle attività agricole che, imprimendo solchi profondissimi sul paesaggio, lo ammansiscono e lo impregnano dell’umana natura che è la cultura.

Come ha dichiarato Pascal, artista che predilige dipingere en plein air, “Mi piace il paesaggio siciliano perché è profondo e perché si compone di tante e particolari macchie di colore e, come nella musica moderna, di dissonanze”, che caratterizzano sia i lieux isolani sia il temperamento dei suoi abitanti che egli volutamente non ritrae perché, come ha dichiarato, “Il paesaggio che ritraggo reca ben visibili i segni della mano dell’uomo che l’ha arato, seminato, coltivato”.

Le dissonanze sono ancor più enfatizzate dai resti di antichi castelli, come quello di Calatubo, o dei ruderi della chiesa di Montevago, dove l’artista risiede, emblema di un drammatico passato ma, al contempo, simbolo della rinascita e della rivalorizzazione: sono segno tangibile e radicato simbolo della storia memorabile dell’Isola, che dovrebbe dare ai siciliani la forza per ricominciare, anche quando tutto sembra privo di speranze future.

E per corroborare l’appunto sulle dissonanze e sulle contraddizioni apparenti del popolo isolano, nella selezione in mostra saranno incluse alcune particolari nature morte nelle quali bottiglie, sacchetti o posate di plastica sono accostati ai più rassicuranti cesti di frutta di lunga e collaudata tradizione artistica: Pascal pare voler comunicare per immagini che l’impero della plastica ha invaso il mondo e le nostre vite e le annienterà se non educhiamo la fantomatica Sicilia sperta di Bufaliniana memoria alla tutela e al rispetto dell’ambiente e anche delle sue più piccole e indifese creature, come i pesci che muoiono dopo avere ingoiato la plastica che abbandoniamo sulla spiaggia o in mare. Forse è proprio vero il detto che un piccolo gesto quotidiano può cambiare il mondo o risvegliare certe menti da torpore letargico!  E ciò potrebbe essere possibile anche solo a partire dal semplice e piccolo gesto di gettare i rifiuti negli appositi cassonetti quando andiamo in spiaggia o passeggiamo gustando un gelato per strada.

La mostra, curata, ideata, allestita dalla vostra Marga Rina, sarà visitabile fino al 21 maggio 2016, tutti i giorni (esclusa domenica) dalle 17:30 alle 20:00, a Ingresso Gratuito.

Per info inviatemi una e-mail a [email protected] o visitate la pagina Facebook dell’evento!

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