Vista per voi: “Men” di Tiziana Viola Massa

Aronne entrerà nel santuario in questo modo: prenderà un giovenco per il sacrificio espiatorio e un ariete per l’olocausto. Si metterà la tunica sacra di lino, si cingerà della cintura di lino e si metterà in capo il turbante di lino…offrirà il proprio giovenco in sacrificio espiatorio e compirà l’espiazione per sé e per la sua casa. Immolerà il giovenco del sacrificio espiatorio per sé…poi prenderà un po’ di sangue del giovenco e ne aspergerà con il dito il coperchio dal lato d’oriente e farà sette volte l’aspersione del sangue con il dito davanti al coperchio.

(dal Levitico 16, 3-14)

Sarà visitabile fino al 24 ottobre 2015, alla Galleria Studio 71 di Palermo, “Men”, mostra personale dell’artista palermitana Tiziana Viola Massa.

Come già ricordato nel post di presentazione, saranno fruibili  17 opere di medio e grande formato, tutte realizzate tra il 2014 e il 2015 e tutte incentrate su un tema assolutamente nuovo per l’artista ma, allo stesso tempo, una tappa obbligata del suo percorso: il nudo maschile.

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Sono quasi per intero figure solitarie a capo chino o piegato o, più puntualmente, piagato dalla sofferenza. Il dolore e l’afflizione, non soltanto fisici ma profondamente interiori e intimi, paiono in germoglio: osservando attentamente da vicino e di scorcio le opere di Tiziana Viola Massa, infatti, pare che la sua mano creatrice ne abbia cosparsi i semi per far germinare e far fuoriuscire dalla tela i fili della sofferenza, proprio come i fili rossi aggrovigliati alle braccia dei suoi nudi, che trattengono e intrappolano.  Verrebbe da aggiungere che un innocuo taglio libererebbe tutto e tutti, no?

In verità, non è così semplice. I fili rossi sono anche e soprattutto i rivoli di sangue di una sofferenza interiore che vuole potentemente sgorgare e divenire esteriore per espiare, proprio come quelli che, nel passo biblico riportato, fuoriescono dal giovenco sacrificato da Aronne.

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La giovane croce -Tiziana Viola Massa

La vostra Marga Rina ritiene che l’opera dal titolo metonimico “La giovane croce” – metonimia della parte, ossia l’uomo come maschio, in luogo del tutto, l’intera umanità contemporanea in bilico tra essere ed apparire! – sia la chiave di lettura dell’intera esposizione. Essa è, in tutto e per tutto, l’incarnazione di un rito di espiazione e di purificazione, è per antonomasia un rito eternante, che trascende l’epoca storica e lo spazio. In esso un giovane uomo pare inchiodato a una croce immaginaria mediante due fili di spago rosso, a un capo di uno dei quali è collegato un palloncino, mentre all’altro un chiodo che sembra fare da contrappeso: il palloncino sembrerebbe tirare su, verso il cielo, il corpo quasi inerme del ragazzo, ma il chiodo lo salderebbe e bloccherebbe verso il basso, verso la nuda terra. Gli elementi del rituale ci sono tutti: il bianco candido della tela di lino è rappresentato dal gesso di Bologna del quale il quadro pare grondare; il ragazzo, novello crocifisso, è il giovenco sacrificato dal quale sgorgano i rivoli di sangue aspersi con le dita di Tiziana Viola Massa sulla tela-altare affinché l’uomo contemporaneo si liberi dalle sue impurità e dalle cose inessenziali, dai falsi miti e dai falsi bisogni per innestare valori genuini e veri.

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Titolo: Men

Dove: Galleria Studio 71

Via Vincenzo Fuxa 9, Palermo

Fino al 24 ottobre 2015

Orari:  tutti i giorni (eccetto i festivi) dalle 17 alle 19,30

Ingresso gratuito

N.B. In Galleria è disponibile il Catalogo di “Men”, con il testo di Vinny Scorsone che, insieme con Francesco Marcello Scorsone, ha curato l’esposizione.

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