Vista per Voi: Linguaggi Contemporanei a Palazzo Belvedere

Sarà visitabile fino al 27 giugno 2015, negli ampi spazi espositivi di Palazzo Belvedere, a Palermo, la mostra collettiva “Linguaggi Contemporanei”.

Dopo il successo di “Adagio senza tempo”, una selezione di 30 oli su tela e tavola appartenenti alla Collezione Morra (tra i quali trionfavano i paesaggi di Francesco Lo Iacono), i curatori Paola Ardizzone e Gaetano Bordonaro hanno radicalmente registro espositivo e stilistico per gettare un affascinante sguardo alle nuove tendenze astratte dell’arte italiana a partire dagli anni ’60 e ’70 – declinate nell’arte concettuale, analitica e soprattutto ottico-cinetica – e poi riapprodare alla pittura sintetica di soggetto degli anni ’80 e concludere idealmente con  un ritorno alla tradizione mutuato nella transavanguardia.

Un percorso articolato in 30 ideali tappe, rappresentate dalle 30 opere esposte di differenti artisti  che attraverso linguaggi, al contempo, diversi ma non completamente dissimili sono stati messi a confronto per stimolare il visitatore ad attente riflessioni critiche.

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Le due opere di Alberto Biasi

Come avrà notato il lettore attento, ho ripreso ampiamente il post scritto in precedenza per presentare la mostra perché, dopo averla visitata, la vostra Marga Rina è rimasta alquanto perplessa per almeno un paio di ragioni:

1) l’accoglienza avrebbe meritato un “non classificato” perché l’addetta, impegnata a intrattenere un piccolo gruppo di turisti, ha notato solo il mio ingresso nella prima sala, ma ha, del tutto, ignorato la mia presenza tra le successive e la mia frettolosa uscita.

2) a parte il pannello espositivo all’ingresso, la mostra è una grande tela nuda e bianca perché priva di ulteriori pannelli esplicativi che, per questa tipologia di mostra, la vostra Marga Rina sia d’obbligo.

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Una sala di scorcio con “Shangai” di Emilio Isgrò in evidenza

Tra gli artisti in mostra che hanno stuzzicato la mia curiosità visiva figurano i precedentemente citati Carla Accardi e Antonio Sanfilippo, che hanno incastrato riccioli psichedelici sulla tela grezza, Alberto Biasi i cui cinetismi tridimensionali mi hanno alquanto affascinata : di quest’artista sono presenti due opere, la prima, “Politipo giallo viola”, che figurava nel post precedente, realizzata nel 1969 con stoffa e acrilico su tela; la seconda, “Danza di pavone bianco”, del 2000, un vero e proprio oggetto ottico-cinetico. Altro artista degno di nota è Emilio Isgrò che, di solito, con il suo pennello nero, aggredisce le parole scritte per riaffermarne, invero, la loro potenza e che, nell’opera “Shangai”, usa il pennello nero per disegnare tante formiche che si sparpagliano sulla tela.

Titolo: Linguaggi Contemporanei

Dove: Palazzo Belvedere

Via Quintino Sella 76, Palermo

Fino al 27 giugno 2015

Orari: mar.-sab. 10,30-13; 17-19,30

Ingresso gratuito

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