Vista e Inter-vista per Voi: Umbra Luce di Massimo De Lorenzi

Salve, cari Follower! Negli ultimi tempi vi ho parecchio trascurato, ma sappiate che la mia lontananza è stata dovuta da ragioni assai serie e giustificabili…la spiegazione delle quali non vorrei vi annoiasse!

Torno, però, in pompa magna con un post duplice: esso riunisce la recensione di una mostra personale assai suggestiva ospitata, in questi giorni, a Palermo, e l’intervista all’artista che ha realizzato le opere in esposizione…non a caso, quindi, il titolo del post è proprio “Vista e Inter-vista”…vi è piaciuto? Ma andiamo al dunque, inoltriamoci subito tra i tronchi, i rami e le foglie della specialissima foresta umbra…

Come avrete già letto nel post di presentazione, sarà visitabile fino all’11 febbraio 2017, alla Galleria Elle Arte di Palermo, “Umbra Luce”, mostra personale dell’artista romano Massimo De Lorenzi.

Sono in mostra  oli di grande e medio formato e sei acquerelli di piccolo formato che ritraggono scorci, a volte enigmatici, a volte onirici, della “foresta umbra”, riserva naturale del Gargano, in Puglia, una vera isola verde vicinissima al mare, meta prediletta sia di Massimo De Lorenzi, come scopriremo a breve, sia di Laura Romano, che vi ha trascorso alcuni periodi della sua infanzia e che ricorda per la sua peculiarità e per le magiche atmosfere da essa evocate.

In occasione di questa esposizione, la Galleria Elle Arte è divenuta essa stessa foresta, ogni parete è ricoperta di fronde e di tronchi e di foglie ritratti in vari momenti del giorno e della notte. Ogni opera è un gioco di chiaroscuri, di flebili luminescenze affiancate a calde e confortanti ombre, dietro le quali è possibile sinesteticamente cogliere il frusciare del vento o il silenzio vivo e vitale di una millennaria creatura.

Ogni olio su tela, che, grazie alla mano creativa dell’artista romano pare illusoriamente un etereo acquerello, ritrae l’essenza della foresta, il suo sempiterno gioco di luci e di ombre, di chiari e di scuri, che sono esternazione e proiezione ultra umana di sentimenti e stati d’animo.

Lasciatevi avvolgere dall’abbraccio degli alberi, lasciatevi solleticare dalle loro foglie e dal pathos e dalla musicalità da essi evocato! Perché? Perché Massimo De Lorenzi è un artista a tutto tondo! Egli non solo è un maestro di immagini visive, ma è anche un affermato chitarrista e compositore, che vanta numerose collaborazioni e progetti musicali (vi rimando, in proposito, al suo sito da “musicista”: www.massimodelorenzi.it)

Per sapere qualcosa in più sulla sua attività artistica e per cogliere al meglio l’essenza dell’umbra luce che filtra dalle sue opere pittoriche, leggetevi l’intervista che mi ha gentilmente rilasciato!

Marga Rina: Come ho già ricordato, in questi giorni, la Galleria Elle Arte di Palermo ospita “Umbra Luce”, tua mostra personale in cui ritrai la Foresta Umbra. Perché hai scelto proprio questo soggetto?

Massimo De Lorenzi: Ero molto piccolo quando iniziai a disegnare e a mischiare i colori sulla carta. Ricordo però, di aver scelto come primi “soggetti” (ne ho ancora conservato qualcuno) gli alberi, i rami e il paesaggio in generale. Durante i 3 anni di scuole a Bruxelles ho incontrato Pierre Chariot (illustre acquarellista belga) che mi ha introdotto all’arte dell’acquarello e alla predilezione per il paesaggio.

Più tardi, fui folgorato dalla maestria di Pedro Cano, grande artista spagnolo, e dal suo modo di affrontare il colore ma, soprattutto, di scoprire altre sfaccettature dei temi a sfondo naturalistico. Ora, dopo aver fatto tesoro dell’insegnamento dei miei “maestri” e dopo aver realizzato diverse mostre sul tema del Paesaggio, ho deciso di dipingere una serie di oli di medio e grande formato prendendo a soggetto la Foresta Umbra che ho scoperto durante un viaggio in Puglia un paio di anni fa. È un bosco molto fitto e suggestivo che si trova nell’entroterra del promontorio garganico e, appena mi sono inoltrato nella sua vegetazione con i suoi contrastanti chiaroscuri, ho avuto la giusta ispirazione che cercavo da tempo. Il pretesto per affrontare il tema dell’eterna danza, o conflitto se vogliamo, tra la luce e l’ombra.

I protagonisti dei miei dipinti sono dei piccoli sprazzi di luce che interrompono il dominio dell’ombra creando degli strani giochi di colore. Li ho interpretati come bagliori di luce che fanno riaffiorare immagini stampate nella memoria, come pellicole fotografiche che non hanno intenzione di svanire.

M.R.: Penso alla foresta per antonomasia e immediatamente la associo al silenzio, alla solitudine e alla riflessione intimistica. Questa mostra è nata come evasione? Se sì, da cosa?

De Lorenzi: Ogni mostra è, a suo modo, un’evasione, che, paradossalmente, scava nell’intimità più profonda. Spesso, dopo aver terminato un dipinto, mi rendo conto, quasi inconsapevolmente, di notare degli elementi che mi caratterizzano, come delle impronte cromatiche delle mie emozioni. Una sorta di “sipario” che quasi nasconde il soggetto principale, oppure lo stesso soggetto che sembra svanire come in un miraggio. Traspare dai miei temi la mia impressione, la mia memoria, le mie sensazioni più intime. Queste tele non sono dei “particolari” naturalistici fini a loro stessi ma l’espressione più profonda della mia visione artistica. Una frase di un visitatore, credo fosse un collezionista, mi ha colpito: “queste opere, apparentemente rilassanti e rassicuranti, nascondono, in verità, una tensione drammatica che viene dal profondo, sono dipinte da dentro”.

M.R.:  Oltre al silenzio, come evoca il titolo, il tuo è un “gioco” di luce e ombra tra le fronde. Quale ruolo occupa la luce nelle tue opere? E nella tua musica?

De Lorenzi: Non ritengo concluso un quadro se non mi da l’impressione che esso sia attraversato da una sorta di musicalità luminosa che riesca a veicolare colore e chiaroscuro. Viceversa nella mia musica sono sempre alla ricerca di un cromatismo timbrico che possa convertire le armonie in “luce” per chi ascolta.  La luce e l’ombra, i due elementi protagonisti della mostra. L’ombra che sembra attendere la luce, generatrice di nuove prospettive.

M.R.: Leggo dalla tua biografia (rinvio al sito da pittore di De Lorenzi: www.mdelorenzi.it) che l’incontro con Pedro Cano è stato fondamentale per le tue scelte stilistiche. Cosa della sua Arte ti ha influenzato di più?

De Lorenzi: L’incontro con Pedro è stato fondamentale. E’ come se avessi sempre atteso un momento così importante.  Mi ha colpito il suo “realismo visionario”, il suo modo di vedere il mondo, sempre attraverso un filtro emozionale molto intenso e riconoscibile. Dopo aver dipinto insieme in tante occasioni, soprattutto en plein air, ho assimilato e consolidato così tanti elementi da riempire un bagaglio che mi durerà una vita intera.

M.R.: Sei autore del filmato di presentazione di “Umbra Luce”: come mai non hai scelto un sottofondo musicale per la mostra? Ci sarebbe stato benissimo!

De Lorenzi: Le musiche del video, come le opere ovviamente, sono le mie, mentre la realizzazione è opera di Rosa, la mia compagna. Per quanto riguarda la musica di sottofondo sto pensando, per le prossime esposizioni, di realizzare una vera e propria colonna sonora. Il colore e il suono, le mie due passioni unite in una sola anima.

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