Tra le vie dei…tesori?

Benvenuti sia ai naviganti nuovi sia ai vecchi ma affezionati! Per i nuovi spero d’essere una piacevole scoperta e per i vecchi una routinaria riconferma dato che Panormitania esiste già da qualche tempo ma ha deciso di trovare una nuova casa: alcuni mobili sono rimasti nella vecchia sede, altri li sto ancora sistemando per rendere la nuova sede più confortevole ed accogliente e…con qualche piccola ma necessaria (la crisi!) novità…a buon intenditori, poche parole!
Mentre la vostra Marga Rina si ambienta, ecco un nuovo post.
È giunta ormai alla sua ottava edizione la manifestazione “Le vie dei tesori”, cui Panormitania ha spesso dedicato dei post e mostrato immagini dei siti visitati. Per tutti i 4 weekend di ottobre 2014, sarà possibile effettuare visite guidate di ben 61 luoghi culturali cittadini, alcuni dell’Università, altri del Comune di Palermo, e moltissimi altri della provincia. Ad essi si sono nel tempo aggiunte passeggiate, eventi teatrali, conferenze e chi più ne ha più ne metta. All’inizio le sole visite erano gratuite, oggi no. Per il programma completo visitate il sito della manifestazione e troverete ogni indicazione.2
Questo weekend Panormitania ha visitato per voi 2 luoghi aperti al pubblico solo da quest’anno. Il primo è uno dei due piloni di Porta Felice affacciata sul mare, attuale sede del Nucleo di Tutela del Patrimonio Artistico della città. Fu edificata tra la fine del XVI e gli inizi del XVII secolo, a seguito della decisione del vicerè Marcantonio Colonna di prolungare fino al mare il Cassaro e allo stesso tempo proteggere la città da eventuali incursioni dal mare. È detta Felice perché dedicata a Felice Orsini, moglie del vicerè.
Visitabile la sola terrazza, dalla quale, oltre ad ammirare da vicino l’aquila senatoriale è possibile vedere da vicino le statue di Santa Ninfa e Santa Caterina. Una visita, quindi, che suona come un antipasto ristretto.
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Altra sede è, invece, quel che resta di Palazzo Bonagia, nei meandri di via Alloro. Difficile trovare la collocazione del palazzo perché manca la benché minima indicazione e la locandina della manifestazione. Fu gioiellino rococò della famiglia dei Bonagia, appunto, oggi è un cantiere aperto in tutti i sensi e in nessuno. Che fa acqua da tutte le parti rende meglio l’idea.
3 A parte osservare il lussureggiante scalone dai marmi rossi di Castellammare del Golfo, si è circondati da passatoie improvvisati, mura scrostate e guide impreparate. E dire che per entrare si paga un biglietto d’ingresso meno male solo simbolico (1 euro).
Alla prossima!

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