Tra le vie dei tesori, alla fine

Si è finalmente conclusa ieri, 26 ottobre 2014, la rassegna annuale “Le vie dei tesori”, cui Panormitania, nella sua nuova sede (il resto dei post è fruibile cliccando qui), ha già dedicato due articoli, in occasione del primo e del terzo weekend.
Scrivo finalmente perché non se ne può più. Ormai, come già segnalato, spesso si paga per vedere quasi nulla o per sentire guide stanche, annoiate e che ripetono la parte a macchinetta; molte sedi poi aprono solo la mattina (vedi Villa Raffo, dietro il centro commerciale Conca d’Oro) o solo per qualche weekend (vedi l’Oratorio di Sant’Elena e Costantino, a Piazza Vittoria) o, mentre scrivo sorrido per non scoppiare in pianto liberatorio, in orari cambiati col comodo delle guide e/o di chi apre le sedi (vedi Palazzo Reale, il cui ultimo ingresso previsto era alle 17, ma le signorinelle all’ingresso hanno effettuato l’ultima visita alle 16:15).
Ad ogni modo, Panormitania ha ugualmente visitato due tesori: Palazzo Sclafani e Palazzo Alliata di Villafranca.
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Palazzo Scalfani, del quale vi proponiamo solo un’immagine perché, attualmente, sede di una caserma dell’esercito fu dimora, dal 1330, della famiglia Scalfani, imparentata con la famiglia Chiaramonte, che, nello stesso periodo, fece edificare Palazzo Steri.
Visitabili sono l’ampio cortile interno e alcune sale, rimaneggiate negli anni, dove spiccano le ampie finestre bifore bicrome.
Nel cortile era collocato il famoso “Trionfo della Morte”, oggi a Palazzo Abatellis.
Sfarzosissimo è poi Palazzo Alliata di Villafranca, una ricchissima famiglia di banchieri e imprenditori cinquecenteschi. Sono visitabili solo le sale del primo piano, affrescate e decorate con stucchi della scuola Serpottiana, porte dorate e tele preziose come quelle del fiammingo Matthias Stom e la Crocifissione di Van Dick.
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