Scongiuri, magia e superstizione a Palazzo Forcella – de Seta

Nel volume “Proverbi, motti e scongiuri del popolo siciliano” (1910) di Giuseppe Pitrè ecco quale scongiuro riporta per contrastare la jettatura nell’area di Catania:

Corna curnicchia,

L’agghiu a tris picchia.

Lu gnuri ‘nta lu cocchiu,

‘N firrettu dintra l’occhiu

‘Na cura di firuni,

‘Na zampa di liuni,

‘Na rasta di zammara.

‘N manicu di quartara,

‘N curniddu di curaddu,

Lu ferru di cavaddu

Chiantata cu li spinguli ‘a cucca

e lu scongiuru sempri ntra la vucca!

(Corni cornicini, l’aglio a tre spicchi. Il signore sul cocchio, un ferretto dentro l’occhio [che male!], una coda di fierone, una zampa di leone, un vaso di agave. Un manico di brocca, un cornetto di corallo, il ferro di cavallo, piantata con gli spilli la civetta, e lo scongiuro sempre in bocca!)

Mescolare per bene e la jettatura, tra scongiuro, superstizione e magia, volava via!

Ne conoscete sicuramente altri, vero? Se non conoscete formule di scongiuro, avrete, almeno una volta nella vita, fatto qualche gesto scaramantico come, ad esempio, toccare ferro o i gioiellini di famiglia (magari!) o cambiare strada se un gatto nero vi si piazza innanzi o appendere sulla porta un ferro di cavallo, vero? Come ha scritto nel lontano 1965 (in “Teoria generale della magia e altri saggi“) Marcell Mauss, infatti, “Parole e atti si equivalgono in modo assoluto, ed è per questo che certi riti manuali vengono presentati come incantesimi”. Tra il dire e il fare, la superstizione è sempre dietro l’angolo…

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La terrazza di Palazzo Forcella -de Seta

Sarà inaugurata, alle ore 19 del 13 luglio 2015 (una data tanto controcorrente per un vernissage e apotropaica ai massimi livelli!), nella sontuosa sala conferenze “Francesco Florio” di Palazzo Forcella, Baucina e de Seta, proprio sopra Porta dei Greci affacciato sul mare, “Scongiuro: tra magia e superstizione”, una rivisitazione in chiave artistica della bassa magia cerimoniale siciliana e del Sud Italia.

Scongiuro: tra magia e superstizione” (a cura di Giuseppe Carli) è una promettente mostra collettiva di 14 artisti siciliani (tra i quali figurano Alessandro Costagliola, Ignazio Schifano, Roberto Fontana, Daniela Balsamo  e Nicola Pucci), chiamati ad interpretare e rappresentare il mondo magico ispirato dalla cultura popolare siciliana, un patrimonio di tradizioni che sin dall’antichità hanno spesso cercato nella superstizione e nella fascinazione una valida alternativa alla spiegazione scientifica e razionale.

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«Gli artisti – ha spiegato l’ideatore e curatore Giuseppe Carli – sono stati chiamati a produrre opere che rappresentassero particolari scongiuri, per mantenere vivo il senso di appartenenza alla propria terra, indagando in un contesto per certi versi familiare ma ancora molto poco conosciuto. La mostra è un connubio di immagini e parole, un’unione fra due forme di linguaggio diverse eppure affini, nella quale la parola suggerisce visioni e l’immagine diventa racconto».

Sarà un percorso espositivo pregno, quindi, di fascinazione, pregno di forze forse ostili ma assai conturbanti che insidieranno non poco il visitatore e lo conquisteranno di sicuro. Evitate gli sguardi insidiosi e, magari, di passare sotto una scala ma non sotto l’arco di Porta dei Greci arrivando!

La collettiva è stata promossa dall’associazione culturale BoBeZ, con il patrocinio della Regione Siciliana e del Comune di Palermo, in collaborazione con Ance Palermo e InterconfidiMed.

Essa sarà visitabile fino al 17 luglio 2015, tutti i giorni, dalle ore 10 alle 13 e dalle 17 alle 22, ad ingresso gratuito.

N.B. L’entrata del Palazzo è ubicata su Piazza Kalsa, al numero civico 14.

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