Il #GenioPop dei Palermitani e, soprattutto, di Francesca Pagliaro!

Panormus conca aurea suos devorat alienos nutrit

Buon pomeriggio, come anticipato qualche giorno in un breve post sulla pagina Facebook di Panormitania, il post odierno è un’intervista ad un’artista panormitana davvero eclettica e vulcanica: Francesca Pagliaro.

Ci siamo incontrate, pochi giorni fa, alla Biblioteca Centrale della regione Siciliana “A. Bombace” di Palermo, mentre era in corso, all’interno dell’Edizione 2019 della Settimana delle Culture, la mostra collettiva di trash art intitolata “Rifiuti” e nella quale Francesca Pagliaro ha presentato un’originale installazione dal titolo “GenioPop della Munnizza” di cui leggerete tra poco.

Qualora non l’abbiate incontrata o apprezzato il suo estro creativo a qualche mostra in giro per Palermo, vorrei che la conosceste direttamente dalle sue parole e dalle immagini che troverete qua e là nel post…e che imparerete a di sicuro riconoscere sia passeggiando per il centro storico sia navigando nel web.

Buona lettura!

Marga Rina: Restauratrice di formazione, scultrice per passione, pittrice e street artist, ora pure ideatrice di installazioni di denuncia sociale, questo finora rappresenta al meglio l’eclettica artista Francesca Pagliaro! Verso cosa tende oggi il tuo estro creativo? Ti fermerai prima o poi?

Francesca Pagliaro: Chi lo sa, questo non si sa! Ovviamente ogni cosa prende una piega differente anche col passar del tempo. Sicuramente il mio lato creativo-artistico va portato avanti innanzitutto nell’ambito delle dorature, la tecnica della doratura a guazzo, tecnica medievale conosciuta durante il lavoro di restauro che ho deciso di portare più nel contemporaneo. Ho, quindi, realizzato delle opere e adesso sto creando degli oggetti di design con la doratura, in lamina d’argento, o con effetto dell’oro o dipinta con la lamina d’argento stesa su superfici come il legno. Dopo questa parte più attinente alla Francesca restauratrice, c’è il Genio Pop partito dalla mia passione di cittadina palermitana, dalla mia passione per il genio di Palermo che ho voluto ricreare in un linguaggio più moderno, pop.

M.R.: Perché hai scelto come emblema del progetto proprio il Genio di Palermo? Perché il Genio e non Santa Rosalia, per esempio?

Francesca: Vero è che ho lavorato con gli acquerelli e ho realizzato degli scorci di Palermo ma il Genio è di sicuro una figura affascinante per Palermo. È il nume tutelare laico di Palermo e dei suoi cittadini. Mi piace questa idea di questo personaggio del quale non si conosce realmente l’origine e il suo significato: lui nutre il serpente dal suo petto, il serpente che comunque rappresenta lo straniero, è il vecchio Palermo perché il Genio di Palermo si chiama il vecchio Palermo. L’ho quindi voluto rendere più dinamico, più moderno, più popolare per l’appunto. E ho iniziato un po’ a giocare. Nasce proprio un anno fa questo progetto del Genio Pop, soprattutto artistico.

M.R.: A proposito, perché Pop? Pop come popolare? Spiegami meglio.

Francesca: Sì, è un rimando alle tradizioni locali nel senso che è una figura assolutamente tradizionale, storica ma comunque di alto livello. Non mi sto riferendo al carretto o alle cose più popolari in senso lato. Però l’ho voluto con questi colori accesi, pop che appunto sono molto siciliani, molto nostri. Ho voluto dare un senso contemporaneo, questa vivacità, che poi siamo noi, in qualche modo, siamo noi siciliani, comunque siamo questo. E ho iniziato con questi santini, ho creato questi piccoli foglietti di carta, piccoli perché da portare nel portafoglio o dentro la cover dello smartphone, da portare sempre dietro in modo che poi chi vuole giocare con me fa le fotografie, lo fotografa dove vuole. Sul retro del santino io scrivo le istruzioni perché io dò il santino a chi si appassiona al progetto. Quindi bisogna geotaggarsi usando la dicitura genio pop, ci sono una serie di hashtag che uno può utilizzare. Ne ho inventati tanti e sicuramente c’è #geniopop, #geniopopproject, #facciadageniopop se fai la foto col genio, e poi lo devi postare su Facebook, su Instragram, insomma dove preferisci. Questo è il “gioco” del santino genio pop.

M.R.:  All’incirca quanti ce ne sono in giro per il mondo adesso?

Francesca: Beh, ne ho creati diversi. Forse saremo arrivati ad una quarantina. Quello che posso dirti è che non so dove siano adesso. Il Genio è andato un po’ dappertutto, perché è andato a Londra, in Spagna, è andato a Siviglia, è stato a Vienna, è andato a Los Angeles, su in Texas, è andato in Africa, in Congo, in Russia, in Cina. In Italia ha iniziato a girare. Insomma, ha fatto i suoi viaggi.

M.R.: L’idea del santino è formidabile. Com’è nata? Quando me l’hai detto ho subito pensato al “costume” locale di chi va in giro consegnando  santini che raffigurano santi e martiri chiedendo un obolo. Com’è nata l’idea del santino?

Francesca: Io monetine non ne chiedo in regalo. Siamo moderni, siamo contemporanei. Il progetto genio nasce coi santini ma io l’ho inserito sui social, aprendo le pagine social sia su Facebook, sia su Instragram perché la mia idea è quella di fare interagire il genio, è un po’ un’entità che risponde. Anche per questo ho fatto un piccolo progetto di street art che a breve andrà avanti con nuove immagini che ho un po’ sparpagliato nel centro storico della città.

 

M.R.: In che modo?

Francesca: Ho attaccato piccole immagini del GenioPop sulle saracinesche dei negozi ancora chiusi del centro storico per mettere in risalto che sono ancora chiusi. Sono delle piccole immagini, come piccole mattonelle insomma, e la gente comincia a trovarlo, fotografarlo e a postarlo sui social, soprattutto Instagram e mi tagga ed è questo un gioco di movimento del Genio.

M.R.: In questi piccoli manifesti c’è solo il GenioPop o scrivi dei testi o dei messaggi?

Francesca: Al momento recano delle semplici scritte come “Palermo è fimmina” e c’è il genio con il rossetto. In genere non si vedono le gambe del Genio perché sono immerse nell’acqua perché nell’iconografia del Genio lui è seduto su una roccia e ha i piedi all’interno della vasca, la roccia rappresenta la nostra montagna sacra, Monte Pellegrino, e la vasca il mare in cui Palermo è immersa. In genere i piedi non si vedono ma io ho tirato fuori una gamba e il piede ha una scarpetta col tacco. È una presa in giro ma è anche un mettere in luce la nostra dualità, perché siamo un po’ tutti duali in fondo.

M.R.: Raccontami del GenioPop della Munnizza che, come mi hai anche prima anticipato, il 21 giugno 2019 figurerà tra le opere di “Che Vucciria!”, la festa di rinascita del mercato e del quartiere della Vucciria che vedrò coinvolti commercianti, abitanti e artisti come Francesca Pagliaro che esporrà il suo “GenioPop della Munnizza” a Piazza Garraffello.

Francesca: Anche qui ho voluto prendere in giro il palermitano lanciando un messaggio attuale quale quello della plastica che sta invadendo il nostro mondo. Ultimamente nelle strade siciliane si sono arenate tante balene e capodogli morti con all’interno dello stomaco un sacco di plastica e questa installazione è un simbolo di quello che sta succedendo sia qui in Sicilia sia nel resto del pianeta. C’è da dire che siamo all’interno della manifestazione “La settimana delle culture”, la mostra ospitata dalla Biblioteca Regionale si chiama “Rifiuti”, organizzata e curata dalla professoressa Anna Maria Ruta e io ho esposto questa installazione un po’ divertente che si chiama il “GenioPop della Munnizza” dove ho apparecchiato una tavola con la tovaglia a quadretti, con le sedie di plastica, è una tavola apparecchiata con piatti, bicchieri, bottiglie e posate di plastica alle quali ho semplicemente attaccato il GenioPop che è diventato un’etichetta e intorno ho buttato altra plastica che una volta che la utilizziamo diventa rifiuto, munnizza. Il significato è semplice, credo che il messaggio sia immediato. La gente mi diceva all’inaugurazione che ho centrato in pieno il messaggio che volevo trasmettere. C’è anche un’immagine nella quale il GenioPop è incorniciato dentro il simbolo del riciclo proprio perché è  un invito a riciclare perché non possiamo andare avanti in questo modo.

Tornando alla tavola apparecchiata, vuole essere quella delle persone che vanno in Favorita durante le scampagnate di Pasqua, Pasquetta o del Primo Maggio. Anche qui c’è un nostro tipico modo di essere, popolare. Il popola va lì con tutta la plastica che viene lasciata e non raccolta.

Insomma, il GenioPop di Francesca Pagliaro non solo viaggia in giro per il mondo, ma parla, parla o forse urla di smetterla di usare e gettare senza ritegno plastica inquinando un pianeta sempre più malato.

Se lo vedete, quindi, soffermatevi, fotografatelo, taggatelo e, magari, se trovate per terra qualche cartaccia o rifiuto malamente abbandonato, raccoglietelo, il nostro nume tutelare vi sorriderà.

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