Dal 28 aprile da Bobez…Cave Canes!

Sarà inaugurata giovedì 28 aprile 2016, alle ore 18, alla Galleria Bobez (via Isidoro La Lumia 22) di Palermo, la mostra collettiva “Cave Canes, storie di cani, gatti ed altri animali”.

Tale esposizione riunisce opere di pittura, scultura e grafica di ben 21 artisti, tutti abitualmente dediti a raffigurazioni di animali, sia domestici sia non, e in grado di offrire, con le loro peculiarità tecnico-linguistiche, un variegato panorama di declinazioni sul tema in esame. Diversi saranno gli strumenti lessicali utilizzati – dal naturalismo più manifesto a forme palesemente allusive e simboliche, fino agli sconfinamenti nell’ineffabilità informale – e non meno difformi i registri narrativi – dall’ironia al pathos, dall’intimismo al mistero, dallo humour nero ai toni favolistici –, affiancati per comporre un articolato caleidoscopio di irretenti racconti per immagini.

La mostra, ideata e curata da Salvo Ferlito, in collaborazione con Laura Boscia, Francesca Del Grosso e Monica Schiera, è arricchita dal testo critico di Ferlito stesso, di cui riporto qualche stralcio.                                

“Fra i dipinti della grotta di Lascaux e certe opere di Damien Hirst e Maurizio Cattelan intercorrono circa 17.000 anni, e tuttavia un comune filo conduttore le lega indissolubilmente: il ruolo centrale occupato dagli animali nell’immaginario degli artisti.

Certo, fra l’uomo del Paleolitico e quello di oggi sussistono enormi differenze in quanto ad abitudini e stili di vita, e ciò non di meno il potere di fascinazione esercitato dagli animali, la capacità evocativa, la forza simbolica e la rilevanza semiotica, insite nelle loro rappresentazioni, paiono essere del tutto uguali per entrambi, come se un abisso di tempo non stesse fattivamente a separarli. Pressoché inalterate sono infatti le potenzialità espressive e narrative rilevabili – ancor oggi – nelle opere d’arte che raffigurano animali; ed altrettanto intonsa appare la loro attitudine a rappresentare fedelmente le proiezioni dell’Ego artistico, nonché ad incarnare – mutatis mutandis in rapporto ai differenti periodi storici – lo “hic et nunc”, e dunque le specifiche declinazioni dello “spirito del tempo”. Ne consegue una analoga pregnanza visuale dei bestiari contemporanei rispetto a quelli di altri tempi (e ciò a prescindere dal grado di iconicità e quindi dal livello di naturalismo delle immagini attuali) e una pari vigoria della penetranza emozionale ed affettiva delle imagerie zoomorfe più recenti (pur non essendo tali raffigurazioni circonfuse di un medesimo alone di sacro o di mistero, come in antiquo), a conferma di un incorrotto (seppur aggiornato) potere di innesco di meccanismi simpatetici di identificazione negli osservatori più partecipi.”

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Da queste premesse muove Cave canes, storie di cani gatti ed altri animali, una mostra collettiva di grafica, pittura e scultura che ribadisce l’immutato interesse di molti artisti contemporanei per le suggestioni animalistiche, testimoniando la forza propulsiva con la quale gli animali continuano ad agire in termini di innesco dei processi di fabulazione visuale.

Di seguito gli artisti in mostra: Guido Baragli, Anna Kennel, Rosario Amato, Gai Candido, Gaetano Costa, Nicolò D’Alessandro, Giuseppe Fell, Beatrice Feo Filangeri, Mario Lo Coco, Giuseppe Madaudo, Paolo Madonia, Daniele Messineo, Vincenzo Piazza, Nicola Pucci, Guido Quadrio, Ignazio Schifano, Tino Signorini, Bice Triolo, Salvo Catania Zingali e per ultimi, i due amici Ilaria Caputo e Roberto Fontana, del quale è l’opera che arricchisce questo post.

La mostra sarà visibile fino al 14 maggio 2016, dal martedì al sabato, dalle 10 alle 12,30 e dalle 17 alle 19,30, a ingresso libero.

In occasione dell’inaugurazione sarà presentato un volume di scritti di Salvo Ferlito che fungerà anche da catalogo dell’esposizione.

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