I Color in motion di Rainer Splitt alla RizzutoGallery di Palermo

La RizzutoGallery (via Maletto 5) di Palermo è lieta di presentare “Color in motion / Where do we go next?, prima mostra personale italiana di Rainer Splitt (1963, Celle, Bassa Sassonia – Germania), che sarà inaugurata sabato 25 novembre 2017 alle ore 18.

L’invasione dello spazio da parte del colore è, da molti anni, il segno distintivo del lavoro di Rainer Splitt che basa soprattutto la sua ricerca sulla materia colore, tanto che le sue opere possono identificarsi ora come dipinti, ora come sculture:  esso sono al contempo versamenti e immersioni, un misto di pittura ed emulsioni sintetiche che, colate su una superficie, emergono come forme intense dalla grande luminosità.

Particolarmente noti sono i suoi Color Pourings su larga scala, riflettenti versamenti di colore su pavimento, creati dal semplice atto del versare, dalla gravità e dalla consistenza della pittura. Splitt, dunque, non dipinge ma versa, e nell’atto di versare studia le qualità del liquido, la sua capacità di diffondersi e il processo di essiccazione graduale, una azione che è una forma di domanda sulle questioni relative ai rapporti tra spazio, tempo, materia e osservatore nel processo di formazione dell’immagine.

Nei suoi lavori, l’artista prende in considerazione il corpo plastico del colore quale entità a sé stante, del tutto scevra da qualsiasi implicazione con la stesura. Il distacco della materia dalla schiavitù della forma avviene simultaneamente alla sua emancipazione dallo status di medium. Il colore si libera dal destino di rivestimento o di copertura per porsi sul piano di corpo plastico, esprimendo un proprio tempo di consolidamento quasi fosse emozione rappresa nella sua essenza pura. La condizione di colatura si confronta con lo spazio reale mutandone la percezione e trasferendo le sue qualità sul piano della dialettica tra geometria e liquidità.

Il colore dipinge se stesso.

Questo concetto di pittura come una azione con il colore si traduce coerentemente in altri gruppi di lavori, PaperpoolsPouring Boxes, ma anche  Immersed LandscapesImmersed Boards e  Balloon Portraits.

Le opere degli ultimi tre gruppi sono presentate in mostra alla RizzutoGallery.

Fotografie paesaggistiche di grande formato son, inoltre, immerse in tini di vernice: paesaggi immersi in cui oltre all’orizzonte naturale raffigurato, emerge un orizzonte di diversi livelli di pittura, che nasconde la realtà rappresentata e mette accanto la parte scoperta dell’immagine con la realtà del colore che fuoriesce come materiale della nostra visione.

pannelli immersi nel colore – da riporre o da fare circolare – possono essere trasportati dai visitatori, descrivendo il rapporto di immagine, colore, vettore ed osservatore come contesti dell’azione; in questo modo affrontano questioni basilari della pittura, dell’acquisizione e della perdita dell’immagine: dove inizia l’immagine? E dove finisce? Lo spettatore cambia da soggetto a oggetto quando immagine e spazio diventano identici?

Anche nei Balloon Portraits si affronta la medesima questione: le persone ritratte frontalmente con la macchina fotografica si rendono parte attiva gonfiando un palloncino colorato, e nascondono la loro individualità nella realtà del colore.

Le sue opere sono state esposte in numerose mostre, in gallerie internazionali e musei (la più recente al Museo Gelsenkirchen, in Germania e alla Galería Fernando Pradilla, Madrid) e sono presenti in importanti collezioni pubbliche e private.

La mostra sarà visitabile fino al 6 gennaio 2018, da martedì a sabato, dalle 16 alle 20.

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