Bruno Caruso e Paola Semilia a confronto, alla Galleria La Rocca di Palermo

Come ho scritto ieri sul mio profilo Facebook, a me piacciono i misteri (e le novità) per due peculiari motivi:

1) se ci sguazzo dentro, ci invento delle storie spesso fantasiose;

2) i misteri (e le novità) dissetano la curiosità e ingrassano la conoscenza.

Sabato pomeriggio, ad esempio, la vostra Marga Rina ha visitato una “nuova” galleria d’arte, una scoperta connessa al proposito di visitare l’ormai consueta – attenti a non divenire schiavi delle abitudini! – mostra del sabato pomeriggio (al vecchio indirizzo di Panormitania, ero solita fare così almeno!).

Ho virgolettato nuova perché, in verità, la Galleria La Rocca, che ha sede attuale in via La Farina 6, a Palermo, esiste dal 1988, vale a scrivere da più di un quarto di secolo.

Ma andiamo al post odierno!

Sarà visitabile fino al 5 gennaio 2015, alla Galleria La Rocca di Palermo, “Segno e colore. Generazione a confronto”, mostra bi personale di Bruno Caruso e Paola Semilia.

Di certo conoscete Bruno Caruso, di cui Panormitania ha scritto spesso in passato, ma saprete poco di Paola Semilia, artista 30enne tutta da scoprire.

Sebbene siano entrambi conterranei e aborigeni, come si evince dal titolo, sono due personalità artistiche distinte a confronto sia per l’età – li separano circa 50 anni – sia, soprattutto, per la tecnica e lo stile.DSC_0251

Di Bruno Caruso sono presenti alcune opere tra le più rappresentative dei suoi cicli pittorici. Sono tutte opere figurative che, come ha dichiarato il Maestro, non si possono collocare in alcuno degli “–ismi” del nostro tempo che raffigurano svariati temi: dalla natura, raffigurata attraverso i suoi lussureggianti cesti di fiori o i monumentali depositi di legnami fino ad arrivare  al trionfo (grande è il formato) de “Le Stagioni”; si passa poi ai temi politici della “Tigre di Carta” fino ad arrivare ai temi sociali caldi e di denuncia, rappresentato dalle opere dei ciclo “La Real Casa dei Matti”, sul manicomio di Palermo.DSC_0258

Svariati sono i temi così come le tecniche usate: chine, chine acquerellate, oli e guazzi (alla francese gaouche),  realizzati con tempera mescolata con pigmenti bianco che rassomiglia all’olio.

Lo stile e la personalità artistica di Paola Semilia sono differenti. La sua è Arte astratta allo stato puro con effetto, inizialmente, spaesante. Le sue tele sono di grande formato e pressoché bianche perché risultato di uno studio accurato della luce in ogni sua forma ed estrinsecazione. Chiaro è, in particolare, il rimando al minimalismo artistico dell’americano Dan Flavin e le sue “Icons”, installazioni con le lampade al neon: quando si spengono le luci delle sale, infatti, i quadri di Paola Semilia si illuminano.

Qual è la sua tecnica? Grande è l’uso della vernice e della resina, spalmate sulla tela a tracciare ora linee oblique, ora forme quadrate e rettangolari che riproducono, proprio come emerge dai titoli delle sue opere, gradini, scale mobili o ascensori.DSC_0254

Le opere di Paola Semilia sono dinamiche metafore della vita, coi suoi alti e bassi, le sue ascese e discese, i suoi trionfi e i suoi tonfi.

L’esposizione, curata da Leonardo La Rocca e l’appassionatissima Irma Fiorentino, è, quindi, un atipico ma fertile scambio tra generazioni, tecniche, stili e temi così diversi ma così altrettanto profondi.

Titolo: Segno e colore. Generazione a confronto

Dove: Galleria La Rocca

Via Giuseppe La Farina 6, Palermo

Fino al 5 gennaio 2015

Orari: da lun. a sab. 10,30-13; 16,30-20

Ingresso gratuito

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